E' stato un anno vissuto pericolosamente, un anno iniziato nel modo più burrascoso possibile (per chi si fosse perso le puntate passate si dia un occhiata ai post di questo blog qua sotto).
Cominciato con grande ansia, grande felicità e di nuovo nell'apprensione di un ricovero a solo poche settimane dalla terapia intensiva. E' volato letteralmente volato, ma allo stesso tempo sembrano passati decenni. Un anno in cui all'inizio ti sembra che le 24 ore del giorno non siano mai abbastanza e finisce che ti accorgi che i momenti più intensi e difficili sono passati talmente in fretta che sembrano durati pochi secondi e non giorni e settimane. In cui capisci e metti in fila quali sono le cose veramente importanti. In cui impari ad avere pazienza. In cui ti improvvisi pagliaccio per il tuo piccolo, anche se prima detestavi chiunque anche solo facesse "gne-gne" con un bambino. Un anno in cui ti svegli al mattino con in testa ancora la conzone "della buona notte" che ti ronza in mente.
Un anno in cui all'inizio ti senti come in quei sabati pomeriggio, da studente, in cui rimani in casa a studiare, ed invece vorresti uscire ed aspetti con ansia la domenica. Ecco oggi io mi sento come in quelle domeniche di sole, in un bellissimo pomeriggio steso su un prato, scaldato da un raggio chiamato Tommaso di un sole chiamato Deborah.
p.s. ok come vedete un anno che mi ha dato alla testa...ma da domani il piccolo comincia a cucire palloni, e la moglie via a pulire casa ! :-D